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Informationalby Peptide Publicus Editorial

Cosa sono i peptidi e come funzionano nel corpo umano

I peptidi sono corte catene di amminoacidi che regolano funzioni fondamentali dell'organismo: dalla crescita muscolare alla risposta immunitaria. Scopri cosa sono, come agiscono, quali tipi esistono e perché la ricerca italiana ed europea li considera tra le molecole più promettenti della medicina moderna.

I peptidi sono corte catene di amminoacidi — generalmente da 2 a 50 — che fungono da messaggeri molecolari nel corpo umano, regolando processi vitali come la crescita cellulare, il metabolismo, la risposta immunitaria e la comunicazione tra neuroni. Se le proteine sono i "mattoni" dell'organismo, i peptidi ne sono i "segnali di costruzione": molecole più piccole, più agili e spesso più specifiche nell'azione biologica.

In questa guida approfondita esploreremo la biochimica dei peptidi, i meccanismi d'azione nel corpo, le principali categorie terapeutiche e lo stato attuale della ricerca in Italia e in Europa.

Da amminoacidi a peptidi: le basi della biochimica

Per comprendere i peptidi occorre partire dagli amminoacidi, i 20 "mattoncini" fondamentali codificati dal DNA umano. Quando due o più amminoacidi si legano attraverso un legame peptidico — una reazione di condensazione che libera una molecola d'acqua — si forma un peptide.

La nomenclatura segue la lunghezza della catena:

  • Dipeptidi: 2 amminoacidi (es. carnosina)
  • Tripeptidi: 3 amminoacidi (es. glutatione)
  • Oligopeptidi: da 4 a circa 20 amminoacidi
  • Polipeptidi: da 20 a circa 50 amminoacidi
  • Proteine: oltre 50 amminoacidi, con struttura tridimensionale complessa

Questa classificazione non è rigida — alcuni testi pongono il confine a 100 amminoacidi — ma nella pratica farmacologica e regolatoria, l'EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) e l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) distinguono chiaramente tra farmaci peptidici e proteici per finalità di approvazione e farmacovigilanza.

Il legame peptidico in dettaglio

Il legame peptidico si forma tra il gruppo carbossilico (-COOH) di un amminoacido e il gruppo amminico (-NH₂) del successivo. Questo legame è planare e parzialmente a doppio legame, conferendo rigidità alla struttura. La sequenza specifica degli amminoacidi — detta struttura primaria — determina la forma tridimensionale del peptide e, di conseguenza, la sua funzione biologica.

Il professor Rita Levi-Montalcini, premio Nobel italiano per la medicina, ha dedicato decenni allo studio del Nerve Growth Factor (NGF), un polipeptide di 118 amminoacidi fondamentale per la sopravvivenza e la crescita dei neuroni. La sua ricerca ha dimostrato quanto i peptidi siano centrali nella biologia umana (Levi-Montalcini & Angeletti, 1968, Physiological Reviews, PMID: 4866351).

Come funzionano i peptidi nel corpo

I peptidi agiscono principalmente come molecole segnale: si legano a recettori specifici sulla superficie delle cellule (o, in alcuni casi, all'interno), innescando cascate di reazioni biochimiche. Questo meccanismo è chiamato trasduzione del segnale.

Il modello chiave-serratura

Ogni peptide ha una forma tridimensionale unica che gli permette di interagire solo con determinati recettori — come una chiave che apre solo una serratura specifica. Questa specificità è ciò che rende i peptidi così interessanti per la farmacologia: è possibile progettare peptidi che agiscano su un singolo bersaglio con effetti collaterali minimi.

Principali meccanismi d'azione

1. Segnalazione endocrina Alcuni peptidi funzionano come ormoni: vengono prodotti da ghiandole endocrine, rilasciati nel sangue e agiscono su organi distanti. L'esempio più noto è l'insulina, un peptide di 51 amminoacidi prodotto dalle cellule beta del pancreas che regola il metabolismo del glucosio.

2. Segnalazione paracrina Altri peptidi agiscono localmente, influenzando le cellule vicine. Le citochine — molte delle quali sono peptidi — coordinano la risposta immunitaria in questo modo.

3. Segnalazione autocrina Alcuni peptidi agiscono sulla stessa cellula che li produce, creando circuiti di autoregolazione essenziali per l'omeostasi.

4. Neurotrasmissione I neuropeptidi come le endorfine, l'ossitocina e la sostanza P trasmettono segnali nel sistema nervoso, modulando dolore, umore, appetito e comportamento sociale.

Biodisponibilità e metabolismo

Una sfida fondamentale dei peptidi è la loro breve emivita: vengono rapidamente degradati da enzimi chiamati peptidasi presenti nel sangue, nel fegato e nel tratto gastrointestinale. L'emivita può variare da pochi minuti a diverse ore.

Questo spiega perché la maggior parte dei farmaci peptidici viene somministrata per iniezione sottocutanea o endovenosa, aggirando la digestione orale. La ricerca farmaceutica è attivamente impegnata nello sviluppo di strategie per migliorare la stabilità peptidica:

  • Ciclizzazione: collegare le estremità del peptide per formare un anello resistente alle peptidasi
  • D-amminoacidi: sostituire gli L-amminoacidi naturali con i loro enantiomeri, non riconosciuti dagli enzimi
  • PEGilazione: aggiungere catene di polietilenglicole per aumentare le dimensioni e ridurre la clearance renale
  • Formulazioni a rilascio prolungato: incapsulare il peptide in microsfere o nanoparticelle

Uno studio pubblicato su Chemical Reviews ha mappato sistematicamente queste strategie, evidenziando come la ciclizzazione possa aumentare l'emivita di un peptide fino a 10 volte (Muttenthaler et al., 2021, Nature Reviews Drug Discovery, PMID: 33536635).

Le principali famiglie di peptidi nel corpo umano

Il corpo produce centinaia di peptidi diversi. Ecco le famiglie più rilevanti dal punto di vista fisiologico e terapeutico.

Peptidi ormonali

Gli ormoni peptidici regolano praticamente ogni funzione dell'organismo:

PeptideFunzione principaleSede di produzione
InsulinaRegolazione glicemiaPancreas (cellule β)
GlucagoneAumento glicemiaPancreas (cellule α)
GLP-1Stimolazione insulina, sazietàIntestino (cellule L)
GH (ormone della crescita)Crescita, metabolismoIpofisi anteriore
ACTHStimolazione cortisoloIpofisi anteriore
ADH (vasopressina)Ritenzione idricaIpotalamo/ipofisi
OssitocinaParto, allattamento, legame socialeIpotalamo/ipofisi

Neuropeptidi

I neuropeptidi modulano l'attività del sistema nervoso centrale e periferico:

  • Endorfine: peptidi oppioidi endogeni che riducono la percezione del dolore e inducono sensazioni di benessere. Vengono rilasciate durante l'esercizio fisico, spiegando la cosiddetta "euforia del corridore".
  • Sostanza P: mediatore del dolore e dell'infiammazione neurogena.
  • Neuropeptide Y (NPY): uno dei più potenti stimolanti dell'appetito conosciuti.
  • Orexine: regolano il ciclo sonno-veglia. La loro carenza causa la narcolessia.

Peptidi antimicrobici

Il sistema immunitario innato produce peptidi antimicrobici (AMP) come prima linea di difesa contro batteri, virus e funghi. Le defensine e le catelicidine sono particolarmente studiate:

  • Distruggono le membrane cellulari dei patogeni
  • Modulano la risposta infiammatoria
  • Promuovono la guarigione delle ferite

Il gruppo di ricerca del professor Andrea Bhatt dell'Università di Milano ha contribuito significativamente alla comprensione del ruolo delle catelicidine nella difesa immunitaria cutanea.

Peptidi del collagene

Il collagene — la proteina più abbondante nel corpo umano — viene sintetizzato e degradato attraverso processi che coinvolgono peptidi specifici. I peptidi di collagene (o collagene idrolizzato) sono oggi tra gli integratori più venduti in Italia, con un mercato stimato in crescita del 7% annuo in Europa.

Uno studio clinico randomizzato ha dimostrato che l'assunzione orale di peptidi di collagene (2,5-5 g/die) può migliorare l'elasticità cutanea e ridurre le rughe dopo 8 settimane di trattamento (Proksch et al., 2014, Skin Pharmacology and Physiology, PMID: 24401291).

Peptidi terapeutici: lo stato dell'arte

La farmacologia peptidica rappresenta uno dei settori più dinamici della medicina moderna. Secondo i dati dell'EMA, oltre 80 farmaci peptidici sono attualmente approvati in Europa, con decine di altri in fase di sperimentazione clinica.

Agonisti del GLP-1: la rivoluzione metabolica

I farmaci più discussi degli ultimi anni sono gli agonisti del recettore GLP-1 — peptidi sintetici che mimano l'azione del GLP-1 naturale:

L'AIFA ha inserito semaglutide nella lista dei farmaci rimborsabili dal SSN per il diabete tipo 2 con specifici criteri di eleggibilità, mentre il rimborso per l'indicazione obesità è ancora in fase di valutazione.

Peptidi per la crescita e il recupero

L'ormone della crescita (GH) e i peptidi che ne stimolano il rilascio sono utilizzati in ambito medico per:

  • Deficit di GH nei bambini e negli adulti
  • Sindrome di Turner
  • Insufficienza renale cronica pediatrica

Tra i peptidi correlati al GH troviamo:

È importante sottolineare che molti di questi peptidi non sono approvati dall'AIFA come farmaci e circolano nel mercato grigio. L'acquisto e l'uso senza supervisione medica comportano rischi significativi.

BPC-157 e peptidi per la guarigione

Il BPC-157 (BPC-157) è un peptide di 15 amminoacidi derivato da una proteina gastrica umana, studiato per le sue potenziali proprietà rigenerative. Gli studi preclinici — condotti prevalentemente in modelli animali — suggeriscono effetti positivi su:

  • Guarigione di tendini e legamenti
  • Protezione della mucosa gastrica
  • Neuroprotezione

Tuttavia, al momento non esistono studi clinici su larga scala nell'uomo approvati dall'EMA, e il BPC-157 non è un farmaco autorizzato in nessun paese europeo.

Peptidi nella terapia oncologica

La ricerca oncologica sta esplorando i peptidi come:

  • Vaccini peptidici: frammenti di proteine tumorali usati per "addestrare" il sistema immunitario a riconoscere le cellule cancerose
  • Coniugati peptide-farmaco: peptidi che trasportano chemioterapici direttamente alle cellule tumorali, riducendo gli effetti collaterali
  • Peptidi inibitori dell'angiogenesi: bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore

L'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono attivamente coinvolti in ricerche su vaccini peptidici per il melanoma e il carcinoma del colon-retto.

La ricerca italiana sui peptidi

L'Italia vanta una tradizione di eccellenza nella ricerca peptidica, radicata nel lavoro pionieristico di Rita Levi-Montalcini sul NGF. Oggi, diversi centri di ricerca italiani contribuiscono significativamente al campo:

Università di Napoli Federico II: il Dipartimento di Farmacia ha sviluppato innovativi sistemi di delivery per peptidi terapeutici, incluse nanoparticelle mucoadesive per la somministrazione nasale.

Università di Padova: centro di eccellenza per la sintesi peptidica, con contributi fondamentali allo sviluppo di peptidi ciclici stabili.

Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova: lavora su peptidi autoassemblanti per applicazioni in nanomedicina e ingegneria tissutale.

CNR - Istituto di Cristallografia: studia le strutture tridimensionali dei peptidi attraverso cristallografia a raggi X, fornendo dati essenziali per il design razionale di nuovi farmaci peptidici.

Come il corpo produce e regola i peptidi

La produzione di peptidi nel corpo segue un percorso altamente regolato:

1. Trascrizione e traduzione: il DNA codifica le istruzioni per sintetizzare prepropeptidi — lunghe catene amminoacidiche che contengono il peptide attivo "nascosto" all'interno.

2. Processamento proteolitico: enzimi specifici (convertasi) tagliano il prepropeptide in punti precisi, liberando il peptide maturo. Ad esempio, l'insulina viene prodotta come preproinsulina (110 amminoacidi), processata in proinsulina e infine tagliata per ottenere l'insulina matura (51 amminoacidi) più il peptide C.

3. Modifiche post-traduzionali: molti peptidi subiscono ulteriori modifiche — amidazione, fosforilazione, glicosilazione — che ne influenzano l'attività e la stabilità.

4. Secrezione: i peptidi vengono immagazzinati in granuli secretori e rilasciati in risposta a stimoli specifici (variazioni di pH, segnali nervosi, altri ormoni).

5. Degradazione: dopo aver svolto la loro funzione, i peptidi vengono rapidamente degradati da peptidasi, garantendo che il segnale sia temporaneo e controllabile.

Questo sistema di regolazione fine è essenziale: un eccesso o un difetto di peptidi specifici è alla base di numerose patologie, dal diabete (carenza di insulina) alla malattia di Cushing (eccesso di ACTH).

Peptidi sintetici: dalla ricerca al farmaco

La sintesi di peptidi in laboratorio è oggi una disciplina matura. Il metodo più utilizzato è la sintesi in fase solida (SPPS), sviluppata da Bruce Merrifield (premio Nobel per la Chimica 1984), che permette di assemblare peptidi amminoacido per amminoacido su un supporto solido.

Le aziende farmaceutiche europee — tra cui diverse con sede o stabilimenti in Italia — producono peptidi terapeutici su scala industriale. Il costo di produzione è diminuito significativamente negli ultimi vent'anni, rendendo i farmaci peptidici più accessibili:

  • Peptidi semplici (<20 amminoacidi): costo di sintesi da 50 a 500 € per grammo su scala industriale
  • Peptidi complessi o modificati: da 500 a 5.000 € per grammo
  • Peptidi con formulazione avanzata (rilascio prolungato): costi aggiuntivi significativi

Il percorso regolatorio in Europa

Per un peptide sintetico che aspiri a diventare farmaco, il percorso regolatorio europeo prevede:

  1. Studi preclinici: test in vitro e su modelli animali per valutare efficacia e tossicità
  2. Fase I: primi studi sull'uomo (20-80 volontari sani) per valutare sicurezza e farmacocinetica
  3. Fase II: studi su pazienti (100-300) per valutare efficacia e dosaggio
  4. Fase III: studi su larga scala (1.000-3.000+ pazienti) per confermare efficacia e monitorare effetti avversi
  5. Domanda di autorizzazione all'EMA: attraverso la procedura centralizzata
  6. Approvazione AIFA: per la commercializzazione e la definizione del prezzo/rimborso in Italia

L'intero processo richiede tipicamente 10-15 anni e un investimento di centinaia di milioni di euro.

Sicurezza e considerazioni pratiche

Peptidi approvati vs. mercato grigio

È fondamentale distinguere tra:

  • Peptidi farmaceutici approvati: prodotti secondo standard GMP (Good Manufacturing Practice), con purezza garantita >99%, soggetti a farmacovigilanza continua da parte di AIFA ed EMA
  • Peptidi "per ricerca": venduti online senza controllo di qualità farmaceutica, purezza variabile, potenzialmente contaminati, non destinati al consumo umano

L'AIFA e i NAS (Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri) conducono regolarmente operazioni contro la vendita illegale di peptidi non autorizzati, particolarmente nel contesto del doping sportivo.

Effetti collaterali dei peptidi terapeutici

Anche i peptidi approvati possono causare effetti collaterali. Ad esempio, gli agonisti del GLP-1 possono provocare:

  • Nausea e vomito (frequenti nelle prime settimane)
  • Diarrea o stipsi
  • Dolore addominale
  • Raramente, pancreatite

È essenziale che qualsiasi terapia peptidica sia gestita da un medico specialista in grado di monitorare la risposta e gestire gli effetti avversi.

Il futuro dei peptidi: prospettive e tendenze

La ricerca sui peptidi è in forte espansione. Le principali tendenze includono:

Peptidi orali: lo sviluppo di formulazioni che proteggono il peptide dalla degradazione gastrica sta procedendo rapidamente. Semaglutide orale (Rybelsus®) è già approvato dall'EMA, dimostrando che la barriera dell'assorbimento orale può essere superata (Buckley et al., 2018, Science Translational Medicine, PMID: 30429354).

Intelligenza artificiale e design peptidico: algoritmi di machine learning vengono utilizzati per predire la struttura e l'attività di nuovi peptidi, accelerando enormemente la scoperta di candidati farmacologici.

Peptidi multispecifici: molecole capaci di legarsi a più bersagli contemporaneamente, come tirzepatide (doppio agonista GIP/GLP-1) e futuri agonisti tripli.

Peptidi coniugati con radioisotopi: per la diagnostica (PET) e la terapia (radiofarmaci) di tumori neuroendocrini, un campo in cui l'Italia è all'avanguardia grazie a centri come l'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano.

Peptidi autoassemblanti: materiali "intelligenti" che si organizzano spontaneamente in strutture tridimensionali, con applicazioni in ingegneria tissutale e rilascio controllato di farmaci.

Conclusioni

I peptidi rappresentano una classe di molecole straordinariamente versatile, capace di regolare virtualmente ogni processo biologico nel corpo umano. Dalla scoperta dell'insulina nel 1921 — che ha salvato milioni di vite — alla rivoluzione degli agonisti GLP-1 dei nostri giorni, la storia dei peptidi terapeutici è una delle narrazioni più affascinanti della medicina moderna.

Per chi desidera approfondire specifici peptidi, consigliamo di esplorare le nostre guide dedicate a semaglutide, BPC-157 e ipamorelin.

Nota importante: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere medico. Per qualsiasi decisione terapeutica relativa ai peptidi, consultare il proprio medico o uno specialista endocrinologo.


Riferimenti

  1. Levi-Montalcini R, Angeletti PU. Nerve growth factor. Physiological Reviews. 1968;48(3):534-569. PMID: 4866351.
  2. Muttenthaler M, King GF, Adams DJ, Alewood PF. Trends in peptide drug discovery. Nature Reviews Drug Discovery. 2021;20(4):309-325. PMID: 33536635.
  3. Proksch E, Segger D, Degwert J, et al. Oral supplementation of specific collagen peptides has beneficial effects on human skin physiology. Skin Pharmacology and Physiology. 2014;27(1):47-55. PMID: 24401291.
  4. Buckley ST, Bækdal TA, Vegge A, et al. Transcellular stomach absorption of a derivatized glucagon-like peptide-1 receptor agonist. Science Translational Medicine. 2018;10(467):eaar7047. PMID: 30429354.

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